Recensione “Così giocano le beste giovani” di Davide Longo

Recensione “Così giocano le beste giovani” di Davide LongoCosì giocano le bestie giovani di Davide Longo
Pubblicato da: Feltrinelli
Genere/i: Thriller
Formato: Hardcover
Pagine: 327
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Goodreads
four-stars

Nelle campagne intorno a Torino gli operai di un cantiere ferroviario rinvengono le ossa di uomini e donne uccisi con un colpo alla nuca: una fossa comune.Il caso viene affidato al commissario torinese Arcadipane, ma rimane nelle sue mani per una notte soltanto: il mattino dopo una task force, specializzata in analisi dei siti storici, è già sul posto a requisire i reperti, che risalirebbero alla Seconda guerra mondiale.Arcadipane potrebbe accettare gli ordini e farsi da parte, concentrandosi sulla crisi di mezz’età che lo tormenta, ma qualcosa non gli torna: troppa rapidità nello stabilire cosa sono quelle ossa e perché sono lì. Decide perciò di proseguire l’indagine in autonomia. L’analisi di un femore requisito gli dà ragione: porta i segni di un intervento chirurgico datato anni settanta.È giunto il momento di coinvolgere il suo vecchio superiore: Corso Bramard, ora insegnante nella remota provincia torinese, ma come sempre investigatore dall’intuizione sopraffina.Quando si scopre che il femore analizzato appartiene al principale sospettato per l’incendio alla sede torinese dell’Msi in cui restò ucciso uno dei militanti, le indagini affondano nel periodo più nero della nostra storia postbellica.Dopo Il mangiatore di pietre e Il caso Bramard, Davide Longo torna a intrecciare al teso rompicapo del delitto la riflessione su vicende umane e politiche dimenticate. In primo piano, scolpiti dai silenzi tesi tra le loro parole, Arcadipane e Corso, due uomini e investigatori agli antipodi ma uniti dall’intuito, dal bisogno di verità e dall’umorismo.

Riassunto brevissimo

Viene trovata una fossa comune, il protagonista indaga per i fatti suoi perché non si fida. Pian piano scopriamo i fatti che hanno portato a quei morti.

Recensione

Ultimo libro di Davide Longo, insegnante alla Scuola di scrittura Holden (e si vede).

Il racconto è diviso in tre parti: presente, flashback con diverso protagonista e ritorno al presente con entrambi i personaggi. Questa scelta aiuta molto per due motivi: il cambio temporale aiuta a comprendere meglio la storia nella sua completezza, mentre il cambio di protagonista dà una ventata d’aria fresca, come se fosse un racconto nuovo.

Il primo capitolo è estremamente difficile da leggere, si capisce ben poco e si perde in cose inutili. Superato questo masso si nota un cambio drastico, il testo scorre più in fretta e si legge con più piacere. L’autore usa bene le parole per descrivere ambienti, personaggi e scene, cosa che adora fare in modo quasi esagerato. I periodi sono infatti molto lunghi e complessi, cosa che potrebbe non piacere a qualche lettore. Personalmente, dopo circa 40 pagine ci ho fatto l’abitudine, ma credo sia corretto farlo presente.

Nella prima parte un po’ di volte l’autore se ne esce con parolacce totalmente a caso. Ora, io non sono uno che si scandalizza per due volgarità, solo mi fa molto strano (e non sta nemmeno bene) trovare, durante una lettura normale, frasi come “[…] il sabato c’è mercato tutto il giorno e in tutti gli altri momenti non c’è un cazzo“. L’avesse detto un personaggio in un dialogo nessun problema, ovviamente, ma il punto è che in questi casi è il narratore stesso a usare in modo casuale e non consono al resto del discorso queste volgarità. Questo accade qualche volta nella prima parte, poi l’autore se ne dimentica e per fortuna finiamo il libro senza vederne altre . Il tutto mi ricorda La paranza dei bambini di Roberto Saviano, dove avevo riscontrato la stessa situazione.

Durante il racconto principale, quello dedicato all’indagine, si affiancano piccoli scorci della vita del protagonista, il tutto in modo discreto, mai invadente o esagerato. Alla fine, senza accorgersene, lo si conosce e si lega molto con lui. Questa cosa l’ho apprezzata molto e credo che sia uno degli aspetti della narrativa più difficile: creare personaggi credibili e veri senza annoiare il lettore, o senza che egli se ne accorga.

ATTENZIONE SPOILER SUL FINALE: View Spoiler »

 

Edizione

Senza infamia e senza lode. Mi piace molto la copertina, lucida e flessibile, anche se non rispecchia per nulla il libro: zero azione, zero violenza, zero cani e zero uomini con le braccia pelose. Sono rimasto abbastanza deluso.

Conclusioni

Un libro che scorre bene, con personaggi interessanti ma con una storia mediocre. Niente di eccezionale.

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