Recensione "Fate il vostro gioco" di Antonio Manzini

17 Ottobre 2019

Fate il vostro gioco di
Serie:
Casa Editrice:
Genere:
Formato: Paperback
Pagine: 400

«Non ci abbiamo capito niente, Deruta. Forza, al lavoro». Due coltellate hanno spento la vita di Romano Favre, un pensionato del casinò di Saint-Vincent, dove lavorava da «ispettore di gioco». Il cadavere è stato ritrovato nella sua abitazione dai pochi vicini di casa dell'elegante palazzina, e serra in mano una fiche, però di un altro casinò. Rocco Schiavone capisce subito che si tratta «di un morto che parla» e cerca di decifrare il suo messaggio. Si inoltra nel mondo della ludopatia, interroga disperati strozzati dai debiti, affaristi e lucratori del vizio, amici e colleghi di quel vedovo mite e ordinato. Individua un traffico che potrebbe spiegare tutto; mentre l'ombra del sospetto sfiora la sua casa e i suoi affetti. Ed è ricostruendo con la sua professionalità la tecnica dell'omicidio, la scena del delitto, che alla fine può incastrare l'autore. Ma il morto è riuscito a farsi capire? Forse non basta scavare nel passato: «Favre ha perso la vita per un fatto che deve ancora accadere». Il successo dei libri di Antonio Manzini deve probabilmente molto al loro andare oltre la semplice connessione narrativa tra una cosa (il delitto) un chi (il colpevole) e un perché (il movente). Con le inchieste del suo ruvido vice-questore, Manzini stringe il sentire del lettore a una vicenda umana complessa e completa. Così i suoi noir sono in senso pieno romanzi, racconto delle peripezie di un personaggio che vale la pena di conoscere, sentieri esistenziali. Sono, messi uno dietro l'altro, la storia di una vita: Rocco Schiavone, un coriaceo malinconico che evolve e cambia nel tempo, mentre lavora, ricorda, prova pietà e rabbia, sistema conti privati e un paio di affari. Sicché, in "Fate il vostro gioco", il vice-questore riconosce apertamente un semifallimento: ha smascherato il criminale ma troppe cose non tornano. Resta un buco nella sua consapevolezza che gli rimorde come una colpa, e deve colmarlo. Lo farà, si ripromette, la prossima volta e, per il lettore, nella prossima avventura.

Fate il vostro gioco è il primo romanzo di Antonio Manzini che leggo ed è quindi stato la mia introduzione al personaggio del vicequestore Rocco Schiavone.

Trama

Ogni capitolo di "Fate il vostro gioco" copre un giorno della settimana per un totale di otto giorni. La trama scorre lenta, a tal punto che mi chiedo quante ore ci sono nelle giornate di Rocco Schiavone, il quale riesce a fare qualsiasi cosa immaginabile in poche ore.

Le indagini sono la parte minore del libro, non sembra nemmeno un giallo/noir. Prima di tutto ci sono le relazioni di Rocco Schiavone con amici e amanti, poi le relazioni di Rocco Schiavone con i colleghi, poi le avventure di Rocco Schiavone in giro per Aosta, seguito dalle avventure di Rocco Schiavone con un bambino a caso e, per concludere, le indagini. In nessun punto della lettura mi sono annoiato, ma è evidente la quantità di elementi aggiunti per allungare il brodo.

Personaggi

Rocco Schiavone è un personaggio complesso, ma che nel corso della storia diventa comunque chiaro pur non avendo letto i libri precedenti. Tutti i personaggi secondari, sopratutto i colleghi di Rocco, sono invece piatti e poco riconoscibili. Pochi di loro hanno caratteristiche uniche o nomi facilmente identificabili e sembra quasi che l'autore faccia apposta a confonderci le idee chiamando lo stesso personaggio con nomi differenti (Nome, Cognome e soprannome).

Finale

Attenzione spoiler:

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La parte peggiore di questo libro è che non si conclude. Arrivati al finale viene svelato il colpevole, ma Rocco Schiavone decide di aver sbagliato e si convince che in realtà l'assassino è un'altra persona, quindi tutto questo libro è inutile. Ovviamente poco dopo l'uscita di questo libro è uscito il seguito, un nuovo capitolo delle avventure di Rocco Schiavone dove, forse, scopriremo il colpevole. Grazie a questa trovata geniale non mi sento di dare un voto alto a questo libro, la trovo una pratica molto sleale verso i lettori.

Conclusioni

Un romanzo piacevole da leggere, ma inconclusivo.