Recensione "Gideon la Nona" di Tamsyn Muir

9 Dicembre 2020

Gideon la Nona di
Serie:
Casa Editrice:
Genere:
Formato: Hardcover
Pagine: 456

L'imperatore ha bisogno di negromanti. Il nono negromante ha bisogno di una spadaccina. Gideon ha una spada, non ne può più di tutta quella robaccia da non morti in mezzo a cui è cresciuta e vorrebbe sfuggire al destino che la attende: una vita come servitrice e un post-vita come corpo rianimato. E così si prepara a fuggire. Ma la sua nemesi non la lascerà libera senza chiedere qualcosa in cambio...

Gideon la Nona è un libro che ha riscosso un notevole successo (o almeno così pare a vedere su Instagram), quindi ho iniziato la lettura con aspettative molto alte, immaginandomi un libro al livelli di Six of Crows. Purtroppo così non è stato, ma leggendolo con aspettative più adeguate si potrà apprezzare comunque.

Trama

La trama di base non sembra nulla di eccezionale, ma si sviluppa in modo costante e senza tempi morti, e l'autrice fa un buon utilizzo di colpi di scena e cambi di ritmo per rendere la lettura sempre interessante e mai noiosa.

Il finale è ben fatto, non lascia molto in sospeso ma mette le basi per il seguito della trilogia. Apprezzo i finali che concludono in modo deciso la trama dei libri, soprattutto nel caso delle saghe, e Gideon la Nona sotto questo aspetto non mi ha deluso.

Il romance è presente nel libro, ma mai in quantità eccessiva o nauseabonda.

Personaggi

Le protagoniste del libro sono Gideon, una ragazza la cui passione sono i combattimenti che ha lo scopo di entrare nell'esercito imperiale, e Harrowhark, una necromante a capo della Nona Casa (possiamo considerarlo un pianeta), dove vive anche Gideon. Le due ragazze sono caratterizzate discretamente bene, anche se a volte ho trovato l'umorismo di Gideon un po' troppo forzato in determinate situazioni, ma nulla di tragico.

Oltre a Gideon la Nona e ad Harrow ci sono però altri personaggi, un po' troppi per tenere traccia di tutti. Le altre 7 case presenti nel libro (non consideriamo la Prima Casa per ora) fanno parte della storia, ognuna con 2 personaggi ciascuna più un extra per una Casa. Solo i personaggi delle Case sono ora 17, senza contare le piccole comparse casuali di altre persone. Caratterizzare e distinguere così tanti soggetti diversi non è un compito facile, e infatti secondo me in questo caso non è stata una mossa ben riuscita. Ricordarsi nomi, caratteristiche e Casa di appartenenza di tutti diventa sin da subito estremamente complesso e l'utilizzo di sinonimi o abbreviazioni non aiuta di certo. Per gran parte della lettura mi sono sentito spaesato, come quando lessi per la prima volta Il Trono di Spade, con la differenza che in quel caso almeno avevo un albero genealogico.

Wordlbuilding

Purtroppo il worldbuilding è uno dei punti più carenti di questo libro, e dico purtroppo perché il potenziale era elevatissimo. Ci troviamo in un mondo fantasy, in un lontanissimo futuro non ben precisato, circondati da necromanti e altri tipi strambi di vario tipo, ma in tutto questo l'autrice non è riuscita ad estrapolare delle descrizioni sostanziose. Le informazioni sono carenti e vengono fornite a dosi microbiche.

Avrei davvero apprezzato un approfondimento maggiore. Probabilmente i libri successivi aiuteranno a definire meglio questo mondo, ma non posso giudicare un libro pensando agli sviluppi futuri dei suoi seguiti.

Conclusioni

Avevo enormi aspettative per via dell'hype generale che purtroppo non sono state soddisfatte, ma rimane comunque un'ottima lettura.