Recensione "Il signore delle mosche" di William Golding

14 Marzo 2019

Il signore delle mosche di
Casa Editrice:
Genere:
Formato: Paperback
Pagine: 265

Le emozioni, in questo romanzo, ci sono tutte. Poi ci sono coraggio, dolore e piacere. La protagonista è l'ombra. L'ombra da cui ognuno di noi cerca di fuggire, ma che poi ci prende. Ma cosa fare quando la tua parte nascosta finisce dentro il corpo della persona che ami? Forse, non resta che mollare le cime dal pontile e salpare verso la follia. E qual è la follia? Quella di ritrovarsi all'Inferno senza aver peccato? Oppure affidarsi a un sistema non strutturato per la presa in cura, che si affida alla tecnica, che non approfondisce e non si pone troppe domande? In questo romanzo il tempo sembra scandire la vita, ma il tempo qui non c'è. La vita ha un sapore magico e nella vita c'è qualcosa di più forte di tutte le emozioni e di tutti i sistemi, un amore, qualcosa che va contro la morte. Qualcosa che non muore. Postfazione dell'autore.

Riassunto brevissimo

In seguito a un incidente aereo, dei ragazzini rimangono abbandonati su un'isola deserta. Cercheranno di stabilire una società in attesa di essere salvati.

Recensione senza spoiler

Parlare de "Il signore delle mosche" è più difficile di quel che immaginassi. In sostanza è un libro che funziona: intrattiene, non annoia, addirittura ci fa la morale.

La storia parte da un concetto intrigante, ma non viene approfondita molto e rimane semplice. Non vi sono grossi colpi di scena e leggendo solamente la quarta di copertina si conosce già il 90% della storia. Questo non è necessariamente un problema, ma è giusto far presente che è un libro semplice sotto questo punto di vista (nei paesi anglosassoni è una lettura obbligatoria nelle scuole).

I pochi personaggi principali sono ben caratterizzati e con una profonda personalità, molto diversa gli uni dagli altri. Avrei preferito un approfondimento maggiore dei "piccoli" e del loro ruolo nella storia.

Vi sono molte allusioni alla religione cristiana, molte delle quali le ho però scoperte solo in seguito a una ricerca internet. Non danno fastidio e sono comprensibili, considerata la cristianità dell'autore, il titolo (allusione al diavolo) e anche al periodo in cui è ambientato il libro. Trovo che siano allusioni non forzate e ben inserite nel contesto del libro, in più se volete potete giocare a chi trova più citazioni cristiane con gli amici.

Lode infinita all'autore per aver creato un finale per la storia, finalmente un libro che non lascia tutto in sospeso.

Edizione

Questa edizione de "Il signore delle mosche" fa parte della collana Mondadori con l'angolo in alto a destra tagliato (ormai la chiamo ufficialmente così). Personalmente odio questa scelta di design, non la capisco nemmeno. Leggendo in giro ho notato che è un odio condiviso da molti, il che mi consola. A parte l'odioso taglio in copertina, l'edizione non presenta problemi di stampa o di altro genere. La postfazione dell'autore è molto curiosa e informativa.

Conclusioni

Un romanzo senza enormi pregi o difetti, ma con un concetto alla base del racconto molto interessante e una scrittura scorrevole.