Recensione "Il tallone di ferro" di Jack London

25 Luglio 2019

Il tallone di ferro di
Casa Editrice:
Generi:
Formato: Paperback
Pagine: 257


Il tallone di ferro di Jack London è considerato il primo libro del genere distopico, uno dei miei generi preferiti. Per questo motivo ho deciso di leggerlo, ma purtroppo avevo idee ed aspettative differenti da quello che poi si è rivelato essere questo libro.

Trama

Il tallone di ferro è strutturato come se fosse un manoscritto scritto da Avis Everhard ritrovato settecento anni dopo da Anthony Meredith, il quale lo arricchisce di note e di correzioni.

Più di metà libro è occupata dai dialoghi di Ernest Everhand, marito di Avis, tutti riguardanti la sua ideologia politica, quella del socialismo. Per oltre 150 pagine veniamo quindi riempiti di politica, senza nessun accenno di trama. Nelle ultime pagina finalmente si sviluppa un minimo di storia quando l'oligarchia, ovvero i "potenti che controllano tutto", prende il potere pressoché totalitario del paese. Da qui la storia prosegue con un paio di mini-storie fini a sé stesse (per esempio Ernest che va in prigione o Avis che descrive il suo nascondiglio), per poi giungere alla fase finale del libro. Questa cambia il ritmo del libro, che passa dalla lentezza assoluta all'azione bruta, ma purtroppo dura solo poche pagine.

La cosa che non ho apprezzato del libro è la sua prolissità nei dialoghi politici. Per quanto venga definito una distopia, credo sia più corretto definirlo manifesto politico.

Edizione

L'edizione purtroppo manca dell'introduzione di Anthony Meredith, per questo motivo spesso non capivo le note (credevo fossero note del traduttore o di colui che ha fatto l'introduzione per la Feltrinelli), fino a circa metà libro dove finalmente una nota parlava di "700 anni dopo questi avvenimenti", e da lì mi sono informato a riguardo. Non comprendo perché tale introduzione, parte integrante del libro, sia stata rimossa.

In linea generale si tratta della classica edizione economica Feltrinelli, ottima sotto tutti i punti di vista considerando l'ottimo prezzo.

Conclusioni

Un manifesto politico sul socialismo che diventa una distopia solo nelle ultime pagine. Proseguire la lettura per me non è stato facile, quindi non mi sento di consigliarlo.