Recensione “La mia lotta per la libertà” di Yeonmi Park

Recensione “La mia lotta per la libertà” di Yeonmi ParkLa mia lotta per la libertà di Yeonmi Park
Pubblicato da: Bompiani
Genere/i: Biografia, Nonfiction
Formato: eBook
Pagine: 297
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“Sono estremamente grata per due cose: di essere nata in Corea del Nord e di essere fuggita dalla Corea del Nord. Entrambi gli eventi mi hanno formato, e non cambierei mai la mia vita con una pacifica e tranquilla. Ma c’è molto di più nella storia che mi ha portato a essere quella che sono oggi. [...] Durante il mio viaggio ho visto gli orrori che gli esseri umani sono capaci di infliggersi a vicenda, ma sono stata anche testimone di atti di tenerezza, gentilezza e sacrificio nelle peggiori circostanze immaginabili. So che si può perdere parte della propria umanità per spirito di sopravvivenza. Ma so anche che la scintilla della dignità umana non si potrà mai davvero spegnere e che, grazie all’ossigeno della libertà e al potere dell’amore, potrà tornare a brillare. Quella è la storia delle scelte che ho fatto per riuscire a vivere.”

Yeonmi Park racconta la sua storia incredibile: dall’infanzia sotto il regime di Kim Jong-il, alla fuga in Cina finita nelle mani dei trafficanti di esseri umani, alla ricerca senza esito della sorella Eunmi, alla traversata del gelido deserto di Gobi seguendo le stelle verso una nuova vita, il suo memoir è un inno senza retorica alla libertà e alla forza dello spirito umano.

Recensione senza spoiler

Il libro che recensisco oggi è la biografia di Yeonmi Park, nordcoreana fuggita dal suo paese natale in giovane età insieme alla madre. Avevo già letto Fuga dal campo 14, il quale narra della fuga Shin Dong-hyuk dal campo di concentramento di Kaechon in Nord Corea. Pur parlando dello stesso argomento, i due libri hanno una differenza sostanziale: Yeonmi Park è nata libera e relativamente agiata, mentre Shin Dong-hyuk è nato e cresciuto nel campo di prigionia, senza mai vedere il mondo esterno. Per questo motivo le loro storie sono molto diverse e tra loro complementari.

Il libro è intelligentemente diviso in tre parti, a seconda della nazione in cui si trova Yeonmi: Corea del Nord, Cina e Vietnam/Corea del Sud.

La prima parte introduce il lettore alla Corea del Nord, illustrandoci le tradizioni, gli usi e i costumi, lo stile di vita e la quotidianità della loro vita. E’ la parte più ricca per quanto riguarda le informazioni relative al paese dittatoriale, la più “soft” e, a mio parere, la più interessante. Facciamo anche la conoscenza della famiglia Park, composta da Yeonmi, la sorella maggiore Eunmi e i suoi genitori, fedeli al regime ma contrabbandieri. Questo “secondo lavoro” ha permesso a Yeonmi di vivere una vita più rispettosa rispetto ai suoi vicini, ma ha portato poi all’arresto di suo padre. Eunmi si decide a fuggire e, non avendo più sue notizie, Yeonmi e sua madre decidono di seguire le sue orme verso la Cina sperando di rincontrarsi.

La seconda parte vede Yeonmi e la madre in Cina passare di mano in mano a diversi trafficanti di esseri umani cercando Eunmi e la libertà. Questa parte è molto più pesante da leggere, a tratti macabra. Yeonmi descrive accuratamente ciò che ha dovuto passare per assicurarsi la salvezza sua e di sua madre, tra stupri e violenze. Le donne fuggite dalla Corea del Nord vengono vendute a basso prezzo come mogli in Cina a persone sole, genitori con figli disabili o figli di contadini in luoghi sperduti. A tratti la storia si fa confusa, la narrazione salta da una situazione a un’altra all’improvviso, in certi casi si prova una sensazione di smarrimento. Yeonmi riesce a mettersi in contatto con dei religiosi e grazie ad essi organizza una fuga verso la Thailanda, per poi prendere un volo verso la Corea del Sud.

La terza parte, dedicata alla Corea del Sud, ritorna ad essere tranquilla. Yeonmi racconta il suo processo di integrazione in una comunità estranea e con preconcetti verso di lei. Una parte interessante che ho apprezzato parecchio.

Alla fine del libro si trovano diverse foto di Yeonmi e della sua famiglia in Corea del Nord, un’aggiunta davvero piacevole.

 

Cosa mi è piaciuto: La completezza della narrazione della fuga, con tanto di pre-fuga e post-fuga; le foto a fine libro.

Cosa non mi è piaciuto: La confusione presente nella seconda parte del racconto.

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