Recensione “Largo! Largo!” di Harry Harrison

Recensione “Largo! Largo!” di Harry HarrisonLargo! Largo! di Harry Harrison
Pubblicato da: Editrice Nord
Formato: Paperback
Pagine: 192
three-half-stars

New York, trentacinque milioni di abitanti, ecumenopoli della desolazione umana e del disastro ambientale. Andy Rush, detective della Omicidi, è impegnato nella caccia solitaria e quasi impossibile a un assassino risucchiato in un immane, allucinato labirinto in cui la sopravvivenza è una lotta all'ultimo sangue per una manciata di lenticchie, un pugno di soia o un topo morto... se si ha un colpo di fortuna. Ostacolato da un "potere" tanto occulto quanto sinistro, Andy Rush si troverà alle prese con una verità peggiore di qualsiasi incubo.

Largo! Largo! è un romanzo distopico del 1966 ambientato in una New York sovrappopolata alla vigilia dell’anno 2000. Trentacinque milioni di persone vivono nella grande mela e tra loro c’è Andy Rusch, protagonista di questo libro e agente di polizia che deve risolvere un caso di omicidio.

Nel corso del racconto vengono spesso aggiunti dettagli sul futuro distopico immaginato da Harry Harrison, autore che riesce a immergerci completamente nell’ambiente accaldato e agitato della metropoli americana.

La storia non è nulla di interessante, solo un susseguirsi di eventi fini a sé stessi. Sin dall’inizio per noi lettori il caso è risolto, quindi non c’è nella a mantenere l’interesse.

Purtroppo Largo! Largo!14 è ormai piuttosto raro da trovare. Io ho letto l’edizione del 1972 e i suoi 50 anni si sentono molto anche grazie a termini come “ghenghe” (gang).

Conclusioni

Non è un libro malvagio, ma ho letto di meglio.

Lascia un commento