Recensione “Le sorelle Donguri” di Banana Yoshimoto

Recensione “Le sorelle Donguri” di Banana YoshimotoLe sorelle Donguri di Banana Yoshimoto
Pubblicato da: Feltrinelli
Genere/i: Narrativa
Formato: Hardcover
Pagine: 110
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one-star

Rimaste orfane, Guriko e Donko gestiscono un sito di posta del cuore che si chiama Le sorelle Donguri (donguri significa ghianda in giapponese). Donko è tanto energica e indipendente quanto la sorella è solitaria e taciturna. Questo fino a quando Guriko riceve il messaggio di una donna che le scrive del dolore per la perdita del marito, parole che inducono Guriko a ripensare al suo primo amore, Mugi, incontrato ai tempi della scuola e poi sparito nel nulla. Segretamente cova da sempre il desiderio e la speranza di ritrovarlo, decide allora di interrompere la sua clausura e di andare a cercarlo. Attraverso la voce narrante di Guriko, Banana Yoshimoto affronta temi quali la perdita e il superamento del dolore, ponendo l'accento sul potere salvifico della condivisione e sulla capacità dei sogni di sciogliere tensioni e problemi.

Riassunto brevissimo

Due sorelle orfane rispondono alle mail delle persone tristi, e loro stesse sono tristi.

Recensione

Tempo fa di Banana Yoshimoto avevo già letto Kitchen, un libro che mi aveva lasciato piuttosto perplesso. Bisogna sempre dare una seconda possibilità, quindi ho provato a leggere l’ultima sua opera uscita in Italia. Peggio che mai.

Contenuti

A dire la verità non è facile parlare dei contenuti, poiché sono praticamente nulli; si limitano a ciò che è scritto nella sinossi, tanto di più non si può dire. Tutto il libro gira attorno agli stessi concetti, sempre i soliti dell’autrice (morte, solitudine, amore… i classici), senza aggiungere mai nulla di nuovo e non modificando in alcun modo il flusso della storia, tra l’altro inesistente. Succedono cose a caso e fini a sé stesse, poco o per nulla collegate tra loro. Si arriva a fine libro vuoti, non ti rimane dentro niente, come se non si fosse mai letto nulla. Tempo perso e sprecato, leggere i dati statistici sulle etichette dei detersivi sarebbe stata un’attività più utile alla mia crescita personale e culturale.

Un’altra cosa che mi ha lasciato piuttosto perplesso sono state le fotografie presenti nel libro. Totalmente casuali, nessun collegamento alla storia e nessuna spiegazione data. Ogni tanto sfogliando il libro ti capita di trovare una foto così, tanto per. Davvero, non ne ho capito il senso.

Edizione

L’edizione è ottima. La copertina è semi rigida, lucida e dai colori accesi, le pagine sono di alta qualità e senza errori di stampa. Come in Kitchen sono presenti una brevissima “guida alla lettura delle parole Giapponesi” all’inizio del libro e un glossario dei termini intraducibili alla fine. Prezzo contenuto e molto modesto per la qualità dell’edizione, ma esagerato per la qualità dell’opera in sé.

Conclusioni

Libro inutile, vuoto, senza un fine o una storia. Non leggerò mai più un libro di Banana Yoshimoto.
Però la copertina è veramente bella, sia al tatto che alla vista.

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