Recensione “Metro 2034” di Dmitry Glukhovksy

Recensione “Metro 2034” di Dmitry GlukhovksyMetro 2034 di Dmitry Glukhovsky
Serie: Metro #2
Pubblicato da: Multiplayer Edizioni
Genere/i: Distopico, Fantascienza, Post apocalittico
Formato: Paperback
Pagine: 460
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three-stars

Siamo a Mosca nell’anno 2034. Vent’anni dopo l’inizio della guerra, il mondo in superficie e’ ancora completamente ostile all’uomo. Nella metropolitana di mosca, i cittadini della Sevastopolskaja hanno trasformato la stazione in una piccola fortezza per sopravvivere alle infinite ondate di mostri provenienti dalla vicina stazione Chertanovskaya. Essi considerano la loro patria come una sorta di Sparta, e addestrano i loro guerrieri così bene da essere temuti dal resto degli abitanti della metropolitana. Tutto sembra procedere per il verso giusto, ma c’e’ un problema fatale che neanche i coraggiosi abitanti della Sevastopolskaya possono risolvere: la distanza dalle stazioni centrali della metropolitana…

Recensione senza spoiler

Secondo libro della trilogia di Metro, seguito di Metro 2033 e “prequel” di Metro 2035.

A differenza del primo ho trovato Metro 2034 estremamente più difficile da leggere e da comprendere. Il primo capitolo si concentrava più nella descrizione di ciò che si provava a vivere e muoversi nella Metro, riuscendo perfettamente a rendere le emozioni di paura e timore, mentre questo sequel punta più a descrivere i pensieri – piuttosto profondi e filosofici – del protagonista, “Omero”. Ebbene sì, il libro presenta un nuovo protagonista principale, una vecchia conoscenza e un protagonista un po’ minore, la cui storia viene narrata con un’interessante metodo che alterna la sua storia a quella dell’altro protagonista fino al punto in cui queste si uniscono. Sicuramente un concept interessante ma che per la prima metà risulta abbastanza confusionario. La storia principale occupa sempre la maggior parte dei capitoli tanto che a volte non capivo l’utilità della storia “secondaria”, che risulta infatti essere solamente di supporto (minimo) alla principale.

Le parti dove vengono descritti i pensieri del protagonista sono numerose al punto di essere eccessive e noiose. Rallentano la lettura e spesso le ho saltate per non annoiarmi fino al sonno. Il fatto che egli stesso non sia particolarmente interessante non aiuta.

Il libro è facilmente divisibile in tre parti:
Parte 1: 2/3 del libro si trovano in questa parte. Lunghissimi monologhi interiori del protagonista interrotti solo da un paio di righe di storia. Quando pensi di star per capire qualcosa inizia un ulteriore monologo, seguito da una parte della storia secondaria di cui già ti eri scordato.
In questa parte la storia avanza lentamente. Così noiosa che ho smesso di leggere questo libro per un mese.
Parte 2: I monologhi si fanno più rari, inizi a capire cosa sta succedendo in entrambe le parti della storia (La principale e quella secondaria). Vedi un bagliore di speranza in questo libro.
Parte 3: Qui l’autore finisce le idee per i pensieri introspettivi e difatti non se ne vedono più. Siamo verso la fine del libro e la storia procede come un treno. Non ci si rende conto e si arriva al finale. Dopo tutta questa attesa forse mi aspettavo un finale più ricco.

In conclusione, se volete avere una visione completa della saga consiglio ovviamente l’acquisto, considerando comunque che il prezzo (attuale) di 15 euro è, a mio parere, esagerato.
Se vi state chiedendo se dovete leggere 2034 prima di passare a 2035… no. Non serve nemmeno a spiegare come sono successe determinate cose e crea invece solo altri dubbi. Saltatelo a piedi pari senza paura.

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Una risposta a “Recensione “Metro 2034” di Dmitry Glukhovksy”

  1. […] russa, fonte di infinita ispirazione per altri autori (per esempio la serie Metro, qui parlo di Metro 2034 e qui di Metro 2035). Il libro presenta un approccio diverso alla fantascienza da me letta in […]

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