Recensione “Nightbird” di Lucia Patrizi

Recensione “Nightbird” di Lucia PatriziNightbird di Lucia Patrizi
Pubblicato da: Acheron Books
Genere/i: Horror
Formato: Paperback
Pagine: 283
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one-star

Roma. Oggi. Irene e Giada sono acchiappafantasmi professioniste. Ma il loro metodo di lavoro è un po' particolare: Irene disinfesta i luoghi appositamente infestati da Giada al fine di procacciarsi nuovi, danarosi clienti. I quali credono di avere a che fare con lo spettro infuriato del proprio trisavolo, e non sospettano trattarsi invece di una messinscena ben orchestrata. Sì, perché Giada è realmente un fantasma. Le sue sono vere infestazioni, seppur abusive. Ma questo non impedisce alle due ghostbusters di mantenere "vivo" il profondo, contrastato legame che le unisce, messo a dura prova dal terribile evento che ha segnato per sempre le loro esistenze: la morte di Giada. Questo precario equilibrio si infrange quando, in una villa abbandonata sul lago di Bracciano, Irene e Giada si trovano di fronte a un'infestazione precedente alla loro. Una forza perversa, antica e brutale, si è risvegliata e minaccia di annientare tutto ciò che incontra. È tempo allora di fare le acchiappafantasmi sul serio, anche se questo significa affrontare la più devastante minaccia sovrannaturale per Roma (e per il mondo intero) e fare i conti una volta per tutte con il passato. E con la bicicletta chiamata Nightbird.

Recensione senza spoiler

Nightbird di Lucia Patrizi è uno dei libri che ho acquistato al Salone del Libro allo stand di un piccolo editore. Mi è stato venduto come libro horror a tratti comico, cosa di cui ero convinto anche leggendo la quarta di copertina. Purtroppo di horror ha ben poco e di comico praticamente nulla, quindi cosa rimane? Romance, ovviamente!

Trama

Nightbird parla di Irene e Giada, due ragazze che lavorano come acchiappafantasmi. Irene vede gli spiriti dei morti e può interagire con loro, Giada è un fantasma che aiuta Irene nel suo compito, ovvero quello di chiudere certi “strappi” che collegano il nostro mondo e quello dei morti. Questa è la base del libro su cui si dovrebbe sviluppare una trama, ma questo non avviene e il libro si basa su avvenimenti casuali. Leggendo la quarta di copertina sappiamo che le due ragazze dovranno affrontare uno spirito molto più forte di quello a cui sono abituate, ma il libro non ci accompagna verso il finale, bensì si limita a raccontarci episodi casuali del presente o del passato, tramite flashback, arrivando al finale in modo piuttosto casuale e diretto, senza un vero motivo specifico ma solamente perché le idee su nuovi possibili incontri extra-sensoriali erano finiti.

Se la trama non serve a portarci al finale, cosa succede nel libro? Per quasi metà libro la narrazione ci porta indietro nel tempo e ci mostra come è nato il rapporto tra Irene e Giada. I capitoli si svolgono tutti nello stesso modo: Incontro, passione, dubbi e solitamente litigio. Questa parte sarà più approfondita nella sezione seguente.

Il prologo è l’unica parte del libro con elementi horror mischiati a elementi comici dove, come detto nella quarta di copertina, “Irene disinfesta i luoghi appositamente infestati da Giada al fine di procacciarsi nuovi, danarosi clienti. I quali credono di avere a che fare con lo spettro infuriato del proprio trisavolo, e non sospettano trattarsi invece di una messinscena ben orchestrata.”. Questa cosa avviene solo nel prologo, mai durante la storia, dove ci si limita a raccontare un paio di disinfestazioni. Un vero peccato, poiché credo che avesse un buon potenziale.

Le disinfestazioni sono la parte horror del libro dove Irene e Giada “combattono” contro degli spettri che entrano nel nostro mondo tramite delle spaccature tra dimensioni. Queste parti sono ben fatte, non terrificanti ma comunque coinvolgenti, ma purtroppo sono ben poche, circa due o tre in tutto il libro. Perché limitare le parti horror di un libro horror a poche pagine?

Il finale si conclude in modo frettoloso e confusionario, risultando in una scena horror di minore impatto rispetto alle altre.

Omosessualità

Nightbird sfrutta l’omosessualità delle protagoniste per portare avanti quasi 300 pagine di libro in modo piuttosto ridicolo ed offensivo. Partiamo dal presupposto che io mi dissocio completamente da certe citazioni che prenderò dal libro (ovviamente) e che comprendo che dietro a tutto ciò ci possa essere una morale, seppur contorta, insensata e forzata.

Irene e Giada sono omosessuali, Giada dichiarata da anni e Irene invece se n’è resa conto da poco, pur avendo avuto piccoli dubbi già dall’infanzia. Qui comincia il disagio, poiché in tutto il libro Irene farà il ruolo della lesbica che tenta di reprimere i propri sentimenti per via di un dovere infondato verso la sua famiglia e le sue amiche. Abbiamo frasi come “Io pensavo di essere assessuata. […] e questo lo potevo nascondere, almeno fino a una certa età, ed era comunque socialmente accettabile.” oppure intere pagine dove lei dice che non vuole deludere i suoi genitori i quali, ignari di tutto, in tutti il libro non dicono una parola che li faccia sembrare omofobi. Inoltre Irene ha il terrore di perdere le sue amiche se si scoprisse la sua sessualità, cosa così assurda e ignorante che, una volta letta questa parte, ero tentato di abbandonare il libro. Se hai paura di perdere le amiche per via della tua sessualità credo che il problema siano le tue amiche, non tu.

In tutte le parti romance, che ricordo essere quasi metà libro, si ripetono le stesse scene: Giada innamorata, Irene pazza di lei ma che non vuole fare nulla, perché secondo lei essere lesbiche è sbagliato, anche se nessuno le ha mai detto nulla. Tutto il libro si basa quindi sull’omosessualità repressa di Irene, accompagnandoci capitolo dopo capitolo con frasi ebeti e senza logica.

Il meglio arriva nel prologo: View Spoiler »

Personaggi

Le descrizioni fisiche dei personaggi sono scarne e superficiali, con pochissimi dettagli per i personaggi secondari, i quali risultano quindi essere piuttosto blandi.

Irene, la protagonista, è fastidiosa e piuttosto stupida, come lo si può dedurre dal paragrafo sopra. Giada ha un carattere piatto che non si evolve mai, rimanendo spesso passiva a tutto ciò che accade nei flashback e a tutto quello che le viene detto.

Edizione

L’edizione non ha nulla di eccezionale né di pessimo. Tutto va bene, ma nulla eccelle. Essendo una casa editrice piccola bisognerebbe forse concentrarsi sull’essere unici e riconoscibili, sul rendere il proprio libro diverso dagli altri milioni di libri presenti sul mercato.

Conclusioni

Un horror con più romance che parti paurose. La protagonista fa di tutto per essere spiacevole ed odiosa, il che rende la lettura piuttosto difficile da proseguire. Non lo consiglio, mi aspettavo un horror, non l’ennesimo romance sotto copertura.

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Una risposta a “Recensione “Nightbird” di Lucia Patrizi”

  1. […] è lo stesso di Nightbird, perciò vale ciò che dissi nell’altra recensione: “L’edizione non ha nulla di eccezionale […]

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