Recensione “Ruin and Rising” di Leigh Bardugo

Recensione “Ruin and Rising” di Leigh BardugoRuin and Rising (Shadow and Bone, #3) di Leigh Bardugo
Serie: Shadow and Bone #3
Pubblicato da: Square Fish
Genere/i: Fantasy, Young adult
Formato: Paperback
Pagine: 480
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Goodreads
two-stars

The capital has fallen.
The Darkling rules Ravka from his shadow throne.
Now the nation's fate rests with a broken Sun Summoner, a disgraced tracker, and the shattered remnants of a once-great magical army.
Deep in an ancient network of tunnels and caverns, a weakened Alina must submit to the dubious protection of the Apparat and the zealots who worship her as a Saint. Yet her plans lie elsewhere, with the hunt for the elusive firebird and the hope that an outlaw prince still survives.
Alina will have to forge new alliances and put aside old rivalries as she and Mal race to find the last of Morozova's amplifiers. But as she begins to unravel the Darkling's secrets, she reveals a past that will forever alter her understanding of the bond they share and the power she wields. The firebird is the one thing that stands between Ravka and destruction—and claiming it could cost Alina the very future she’s fighting for.

Recensione Ruin and Rising (ricca di spoiler)

Ruin and Rising è, per fortuna, l’ultimo libro della trilogia Grishaverse, perciò questa recensione sarà anche una recensione della trilogia completa e sarà, ovviamente, ricca di spoiler.

Libri precedenti: Shadown and Bone e Siege and Storm.

Trama

Ruin and Rising segue la stessa struttura dei libri precedenti: prime duecento pagine inutili, ricche di chiacchiere e progetti sul futuro, altre cento pagine dedicate al viaggio per trovare l’animale leggendario, ultime cinquanta pagine per la battaglia contro il male e l’epilogo.

Per tutta la durata del libro non accade nulla di interessante e gli approfondimenti dei personaggi sono ridotti al minimo.

Finale

Dopo infinite pagine dedicate al solito viaggio, dove i personaggi vanno in giro a caso basandosi solo sul fiuto di quel segugio di Mal, ad un certo punto arriviamo al finale. Non si sa bene perché, ma eccoci tutti dentro alla Fold (penso sia corretto il femminile) a combattere per l’ennesima volta il Darkling, come sempre con un piano superficiale che verrà ignorato dopo mezzo paragrafo.

Il combattimento è, come nei libri precedenti, confusionario e molto casuale. Ci viene detto che qualcuno muore e che qualcun altro rimane ferito, ma non sappiamo bene il perché. Ad un certo punto eccoci faccia a faccia con il Darkling, la nemesi della trilogia, il Grisha più forte di tutti, colui che controlla le ombre e… che muore con un coltello nel cuore. Semplicemente, Alina accoltella il Darkling, lui muore e tutti vissero felici e contenti. Mal muore, ma dopo due pagine torna in vita, non sia mai che un co-protagonista muoia in questa trilogia!

Inoltre, la trama di questo libro si basa su due elementi: la corruzione che sta prendendo Alina (solo teoricamente, in realtà è sempre la stessa del primo libro) e il fatto che il terzo amplificatore richiederà un enorme sacrificio da parte sua.
Alina ottiene il terzo amplificatore e il sacrificio consiste nel fatto che perde il suo potere, dandolo però in forma minore a molte altre persone.
Trecento pagine di discorsi su sacrifici e perdite gravissime, e poi questo è il finale? Piuttosto deludente.

Worldbuilding

Nella recensione di Shadow and Bone dissi:

Spero che nei seguiti di Shadow and Bone venga approfondito il worldbuilding e che mi venga descritta meglio la magia del mondo Grisha, piuttosto che inventarsi nuove, stupide relazioni.”

Tre libri, più di mille pagine, eppure Leigh Bardugo non è riuscita a creare un mondo fantasy approfondito. La geografia è banale, le descrizioni scarse se non nulle, la politica consiste solamente nel concetto che tutte gli stati sono in guerra tra loro, cambiando ogni tanto le alleanze come gli stati in 1984 di Orwell.

Romance

Essendo Ruin and Rising l’ultimo libro della trilogia ci si aspetta una degna conclusione anche per quanto riguarda il quadrilatero amoroso.

La scelta della protagonista è scontata: sceglie il personaggio più inutile e stupido del trio, colui che nel primo libro disse:

“I’m sorry it took me so long to see you, Alina. But I see you now.”

Mal non ha mai considerato Alina, ma in questo libro sembra quasi che sia stata sempre il suo amore segreto. In realtà lui l’ha sempre amata e desiderata, ma apparentemente si vergognava, così andava con altre ragazze.

La parte romance della trilogia si rivela sempre essere la più ridicola.

Personaggi

In Ruin and Rising viene introdotto qualche nuovo personaggio, come sempre piuttosto irrilevante. Ecco a voi Harshaw, un piromante pazzo, che originali!

Per quanto riguarda i personaggi più importanti:

  • Alina dice che sta per diventare una persona malvagia e corrotta, ma non succede mai nulla e rimane sempre la stessa. Zero evoluzione;
  • Mal diventa una specie di templare, un noioso guerriero devoto alla protezione della sua amata;
  • Nikolai è un personaggio troppo interessante che rischia di eclissare Alina e tutti gli altri personaggi, quindi in questo libro viene trasformato in un pipistrello e ignorato per buona parte della storia. Finita la battaglia tornerà normale, giusto in tempo per l’epilogo.
  • Il Darkling fa qualche comparsa, ogni tanto dice le sue solite frasi e poi muore come un tizio qualsiasi.

Stile di scrittura

Lo stile di scrittura è sempre ottimo, molto scorrevole, ma a fine trilogia sento molto la mancanza delle descrizioni. L’unica zona memorabile di tutta la trilogia è la Fold, semplicemente perché è un deserto buio, molto facile da descrivere e da ricordare.

Conclusioni

Finita la trilogia posso dire senza problemi che è stata una perdita di tempo e una delusione. Evitatela, passate direttamente a leggere Six of Crows.

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