Recensione “Thunderhead” di Neal Shusterman

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Recensione “Thunderhead” di Neal ShustermanThunderhead di Neal Shusterman
Serie: Trilogia della Falce #2
Pubblicato da: Mondadori
Genere/i: Fantascienza
Formato: eBook
Pagine: 396
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four-stars

In un mondo che ha sconfitto fame, guerre e malattie, le falci decidono chi deve morire. Tutto il resto è gestito dal Thunderhead, una potentissima intelligenza artificiale che controlla ogni aspetto della vita e della società. Tranne, appunto, la Compagnia delle falci.
Dopo il loro comune apprendistato, Citra Terranova e Rowan Damisch si sono fatti idee opposte sulla Compagnia e hanno intrapreso strade divergenti.
Da ormai un anno Rowan si è ribellato ed è fuggito, diventando una vera leggenda: Maestro Lucifero, un vigilante che mette fine alle esistenze delle falci corrotte, indegne di occupare la loro posizione di privilegio. Di lui si sussurra in tutto il continente.
Ormai divenuta Madame Anastasia, Citra è una falce anomala, le sue spigolature sono sempre guidate dalla compassione e il suo operato sfida apertamente il nuovo ordine. Ma quando i suoi metodi vengono messi in discussione e la sua stessa vita minacciata, appare evidente che non tutti sono pronti al cambiamento.
Il Thunderhead osserva tutto, e non gli piace ciò che vede. Cosa farà? Interverrà? O starà semplicemente a guardare mentre il suo mondo perfetto si disgrega?

Thunderhead, secondo libro della Trilogia della Falce, riprende la storia di Citra Terranova (ora Madame Anastasia) e di Rowan (ora Maestro Lucifero) esattamente da dove li avevamo lasciati alla fine di Falce. Citra è ora una falce, mentre Rowan un reietto che elimina le falci “corrotte” in modo definitivo, cercando così di purificare la Compagnia delle Falci.

Trama

Dopo la morte di Goddard, nella Compagnia delle Falci si crea una netta divisione fra coloro che supportano le sue idee e quelli che invece lo considerano un folle. Un grosso cambiamento è all’orizzonte e in Thunderhead scopriamo che Citra e Rowan giocheranno un ruolo cruciale nel futuro della Compagnia. Ma una vecchia conoscenza farà il suo ritorno e tutto cambierà (parlo di questo nella sezione spoiler, più giù).

In Thunderhead purtroppo la storia fa fatica ad avviarsi e la prima metà del libro risulta essere lenta e poco interessante. Viene usata come preparazione per la parte finale del libro, molto avvincente e che ci tiene incollati a proseguire la lettura, ma questa netta differenza non mi è piaciuta.

Non ho apprezzato anche il finale, lasciato in sospeso e molto aperto, pronto a essere ripreso nel terzo libro. Avevo lodato Falce anche per il suo finale chiuso e soddisfacente, ma che non impediva il proseguimento della saga, ma stavolta non è stato così. Avrei preferito una chiusura più netta da conclusione di libro, non di capitolo.

Differenze con Falce

Come in Falce, ogni capitolo di Thunderhead è anticipato da un breve estratto, ma a differenza del primo libro questi sono tutti pensieri del Thunderhead stesso, che ci aiutano a capire la sua logica e i suoi pensieri, cosa che ho apprezzato parecchio. Purtroppo in Falce il ruolo del computer che governa il mondo è stato molto marginale, ma sono stato contento di vedere un suo ruolo più da protagonista in questo seguito.

In Thunderhead vengono aggiunti elementi mai citati in Falce, come il consiglio delle falci più importanti del mondo intero, fondamentali nella trama di questo libro, ma mai nemmeno nominate nel libro precedente. Probabilmente l’autore si è reso conto troppo tardi della necessità di questo consiglio nella storia e ha deciso di inserirlo nel libro con una scusa molto banale, ovvero “Prima non ti interessava perché eri solo un’apprendista, per questo non ti ho mai detto nulla”.

Stile di Scrittura

Lo stile di scrittura è molto asciutto e rapido. Le descrizioni sono povere ed essenziali e l’autore preferisce dare più spazio ai dialoghi. Questo rende il libro molto scorrevole e rapido, ma lascia molto all’immaginazione.

Sezione con Spoiler

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Conclusioni

Un buon libro, purtroppo inferiore al precedente in molti punti ma non per questo malvagio.

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