Recensione “Tredici” di Jay Asher

Recensione “Tredici” di Jay AsherTredici di Jay Asher
Pubblicato da: Mondadori
Genere/i: Young adult
Formato: Paperback
Pagine: 240
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Goodreads
one-star

“Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori… Ve lo prometto.” Quando Clay Jensen ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato per lui davanti alla porta di casa non può credere alle sue orecchie. La voce che gli sta parlando appartiene ad Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima. Clay è sconvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri. Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei. Ma dall’altro, il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte. Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene. Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze.

Con più di due milioni e mezzo di copie vendute soltanto negli Stati Uniti, Tredici, romanzo d’esordio di Jay Asher, è uno dei libri più letti dai ragazzi americani, e ora anche una serie televisiva prodotta da Netflix.

Recensione senza spoiler

Il libro non mi è piaciuto, partiamo così. Se a voi il libro è piaciuto ottimo, magari possiamo iniziare una bella discussione sulle nostre motivazioni, però soggettivamente ho trovato Tredici pessimo e a tratti anche fastidioso. Per evitare fraintendimenti preferisco dividere questa recensione in sezioni, così da renderla meno confusionaria.

Concept
Il concetto alla base del libro è molto interessante e valido: una ragazza si suicida e lascia 13 audiocassette dove spiega i motivi del suo tragico gesto. La narrazione prevede il punto di vista di Clay, uno dei ragazzi presenti nelle cassette, e quello di Hannah tramite le cassette. L’unica critica che posso muovere adesso e che poi approfondirò più avanti è che questo gesto, quello di inviare a 13 persone queste audiocassette, porta a rovinare ancora di più il personaggio di Hannah Baker. Nella parte di recensione con spoiler mi spiegherò meglio, ma per ora posso già anticiparvi che in tutta la storia Hannah è un personaggio estremamente debole, che compie azioni stupide e insensate e che alla fine incolpa altri per cose che poteva benissimo evitare. Perché inviare queste cassette e “rovinare” la vita di 13 persone? Mi spiegherò meglio dopo.

Edizione
Ho letto l’edizione Mondadori Oscar Absolute del 2018 e sono rimasto piacevolmente sorpreso. Il prezzo della versione con copertina flessibile, la mia preferita, è di 13,50, un prezzo onesto per questa edizione di alta qualità. Ciò che più mi è piaciuto sono gli extra a fine libro, tra cui vi sono innumerevoli note e pensieri dell’autore, i suoi appunti, parti rimosse nella versione finale del libro e anche un capitolo finale alternativo.

I personaggi
Abbiamo due personaggi principali: Hannah e Clay. Hannah è un’adolescente trasferitasi nella città di Clay da un paio d’anni ed è colei che registra le cassette. Hannah non si arrabbia mai, non è in grado di prendere decisioni normali, non è in grado di rifiutare. Clay è un ragazzo tranquillo, studia e dorme. Gli vengono recapitate anche a lui le cassette e quindi sappiamo che, in quale modo, fa parte dei motivi del suicidio di Hannah.
Poi ci sono altri personaggi, molti altri personaggi. Il problema è ricordarseli. Sono tutti estremamente banali, spesso caratterizzati da un solo tratto, a volte addirittura in comune con altri personaggi. A memoria posso ricordarmi solo Tony, un amico di Clay di cui mi ricordo solo perché guida una Mustang e perché il suo ruolo nella storia è la cosa più stupida che abbia mai letto.
Poi abbiamo le cheerleader, i bellocci della squadra di football, il nerd con la macchina fotografica e quello che raccoglie spazzatura. Ecco, ho descritto tutto il cast di Tredici.

Perché non mi è piaciuto?
Correzione: il libro l’ho letto con piacere e sono sempre stato invogliato a continuare per scoprire il contenuto della cassetta successiva. Ogni volta, però, rimanevo deluso dalla banalità delle situazione.
Ovviamente vi sono scene importanti ma non trovo che questo libro sia “il capolavoro che parla del bullismo e del suicidio adolescenziale” che tanto mi sembra pubblicizzato in giro. I motivi sono così blandi che mi tocca averne una lista di fianco perché già me li sono scordati. Più della metà sono cose che molti di noi hanno provato e siamo passati oltre. Capisco certamente che ognuno reagisce a modo suo alle avversità ed è per questo che voglio rendere ben chiaro che questo è il mio pensiero. A me non è piaciuto e presto spiegherò nel dettaglio perché ma consiglio comunque la lettura. In realtà il fatto che questo libro possa essere letto da giovani mi preoccupa e non poco visto che crea una visione falsa della vita: nel libro sembra che non hai speranza, sembra che la soluzione finale sia il suicidio, sembra che chiedere aiuto non serva a nulla ma anzi, coloro che volevano aiutarla sono finiti nelle cassette. Sappiamo tutti che i momenti da schifo esistono ma sappiamo ancora meglio che sono cose momentanee. Io stesso ho ricordi pessimi dei miei anni alle medie e superiori, alcuni anche peggio di questi 13 motivi, e forse è per questo che non ho apprezzato Tredici.

 

Recensione con spoiler

A grandi linee i motivi per cui il libro non mi è piaciuto sono proprio i 13 motivi di Hannah, per questo ho deciso di analizzarli uno per uno (brevemente, lo giuro). Ringrazio Wikipedia per la lista delle cassette che già me le ero dimenticate.
Motivo 1: Justin Foley
Il primo bacio di Hannah Baker. Visto che Justin è un maschio e quindi un porco pervertito, senza nessun motivo mette in giro la voce che Hannah sia una “facile”. Una cosa simile è successa anche a me ma, come nel caso di Hannah, si tratta solo di parole. Può andare avanti per un paio di settimane ma poi tutti se ne saranno già dimenticati. Nel libro pare che Hannah sia l’unica femmina della scuola e che la vita di tutti giri intorno a lei.

Motivo 2: Alex Standall
Alex si è trasferito da poco e inizia a frequentare Hannah e Jessica Davis in un locale del paese. Lei stessa dice che loro non sono amici ma, quando i tre si separano, lei ne fa una tragedia. Alex ha una relazione con Jessica, poi si lasciano e per scherzo/vendetta Alex scrive una lista classificando il meglio e il peggio delle ragazze. Hannah viene definita “Miglior culo” mentre Jessica “Peggior culo”. Tragedia.

Motivo 3: Jessica Davis
Jessica si arrabbia con Hannah perché, dopo aver visto la lista, pensa che lei sia il motivo della rottura con Alex. Momento… Alex fa la lista per vendetta contro Jessica e Jessica si arrabbia con Hannah perché crede che si sia lasciata con Alex per colpa sua? Chi ha lasciato chi? Qualcosa non torna. Se Alex ha lasciato Jessica perché fare la lista? Per farla arrabbiare e/o ingelosire? Rimane la possibilità meno stupida.

Motivo 4: Tyler Down
Tyler si “diverte” a fotografare di nascosto le ragazze e lo fa anche con Hannah. Anziché accusare Tyler, spaventandolo, o denunciarlo a qualcuno che potesse seriamente aiutarla (i genitori), crea una messinscena con una “amica” e, alla fine, spaventano Tyler. Dopo questo avvenimento Hannah non si sente al sicuro a casa sua, giustamente. Per questo preferisco le tapparelle alle persiane.

Motivo 5: Courtney Crimsen
Courtney vuole essere amica con tutti, anche se questo non vuol dire che siano amicizie sincere. Ovviamente vuole anche essere amica di Hannah ma lei si offende quando, a una festa, Courtney va a parlare con altra gente e lascia Hannah da sola. Courtney non era stronza solo con Hannah, è proprio fatta così. L’hai messa nelle cassette perché non era sincera con te? Quando si parla di esagerare…

Motivo 6: Marcus Cooley
Grazie a un’iniziativa della scuola risulta che Marcus Cooley e Hannah Baker sono “anime gemelle”. Lui le chiede di uscire e Hannah accetta. All’appuntamento Marcus arriva con mezz’ora di ritardo dicendo che non era convinto di venire perché non sapeva se Hannah era seriamente interessata all’appuntamento. Bevono e mangiano, poi Marcus tenta di approcciare intimamente Hannah. Dopo qualche tentennamento, lei lo allontana e lo fa andare via. Marcus Cooley! Come osi flirtare con una ragazza con cui sei uscito per un appuntamento? Seriamente, questa cassetta è una delle più ridicole. Tra l’altro Hannah si lamenta che nessuno è intervenuto per “aiutarla”. Aiutarla per cosa? Non è stata violentata. Se si sentiva veramente in pericolo anziché guardarsi in giro o stare zitta poteva benissimo urlare o fare qualsiasi altra cosa per attirare l’attenzione. Ancora, Hannah incolpa terzi per stupidaggini.

Motivo 7: Zach Dempsey
Dopo gli avvenimenti della cassetta 6, Zach Dempsey si avvicina a Hannah per consolarla. Questa lo respinge. E qui forse avviene uno dei pochi casi che personalmente considero bullismo. Credo che il bullismo nel termine della parola sia quando una persona ferisce un’altra persona (fisicamente o psicologicamente, non cambia) con l’intenzione di farle del male. Justin Foley che spettegola di Hannah è un altro caso di bullismo. Tyler Down che ti fa foto perché a casa si annoia non è bullismo, è solo essere un adolescente incredibilmente stupido e che si meriterebbe una punizione. Courtney Crimsen che vuole essere tua amica perché così si sente meglio non è bullismo, è solo un’adolescente stronza con qualche problema. Cosa fa Zach Dempsey? In una delle classi di Hannah gli studenti si scambiano lettere con complimenti e incoraggiamenti in modo anonimo. Zach ruba tutti i biglietti di Hannah, così da farle credere che nessuno la considera. Questo è un atto di bullismo, Zach lo fa perché vuole far star male Hannah. Lei lo scopre e lui se ne frega, fine della cassetta.

Motivo 8: Ryan Shaver
Ryan Shaver gestisce il giornaletto della scuola degli Oggetti Smarriti. E già qui non capisco il senso, ma forse perché non capisco il sistema scolastico statunitense. Ryan Shaver instaura un rapporto di amicizia con Hannah grazie alla passione in comune per la poesia. Ryan legge una poesia di Hannah e, per qualche sconosciuto motivo, decide di pubblicarla sul giornaletto in modo anonimo, dicendo di averla trovata in giro. Nel libro si dice che Ryan pubblica la poesia cosicché i professori leggano il suo giornaletto durante le lezioni, e qua mi vengono mille dubbi. Il giornaletto delle cose smarrite non dovrebbe avere le cose smarrite? Cosa ti importa che la gente lo legga? Dico, non è una rivista scientifica di alto livello, scannerizzi cose e le ristampi, non è nulla di grandioso. Secondo, come poteva sapere che quella semplice poesia potesse scatenare tutto quell’interesse negli insegnanti? Era forse per via del suo contenuto? Non ricordo nemmeno di cosa parlava.
Hannah si sente ferita perché quella poesia era personale.

Motivo 9: Clay Jensen
Clay Jensen non ha fatto nulla ad Hannah, perché noi vediamo la storia dal suo punto di vista e il personaggio principale deve essere puro e innocente. La ragazza che ti piaceva si è suicidata da qualche giorno e tu ricevi delle cassette con un elenco di persone che le hanno fatto un torto. Alla fine arrivi te e lei ti dice che le piacevi. Fine. Se già non odiavo abbastanza Hannah qua abbiamo raggiunto il culmine. Perché far spaventare così un ragazzo? Perché lasciargli questo ricordo per tutta la vita? Egoista non è abbastanza per descrivere questa ragazza.

Motivo 10: Justin Foley, il ritorno
Justin ritorna sulle adorate cassette, stavolta perché durante una festa permette a un amico, Bryce Walker, di entrare nella stanza dove l’ubriaca Jessica Davis stava dormendo (o comunque, era piuttosto incosciente). Hannah era nascosta nell’armadio e assiste alla scena dove Bryce stupra Jessica. Hannah non fa nulla, sta zitta. Hannah non lo dice a qualcuno dopo la festa, magari alla polizia. Hannah non interviene saltando fuori dall’armadio e fermando Bryce. No, Hannah fa una registrazione dove incolpa Justin dello stupro di Jessica. Alla povera Jessica, che riceverà le cassette perché non più amica di Hannah, toccherà ascoltare la voce di una ragazza suicida mentre le spiega che lei e il ragazzo con cui usciva/flirtava hanno permesso che uno stupro avvenisse senza conseguenze. In tutto questo Jessica cosa dovrebbe dire? Non è forse lei quella che ne ha passate di peggiori? Considerando solo ciò che involve anche Hannah e che quindi è descritto nel libro noi lettori sappiamo che Jessica è stata definita “Peggior Culo”, con tanto di prese in giro, dal suo ex ragazzo. Come se non bastasse viene violentata a una festa a sua insaputa. Perché Hannah non pensa un po’ anche agli altri, ogni tanto?

Motivo 11: Jenny Kurtz
Jenny Kurtz è una cheerleader che supportava ed era sempre gentile con Hannah. Jenny si offre di dare un passaggio ad Hannah, seppur lei stessa sia ubriaca. Finisce infatti col colpire un cartello dello stop. Hannah vuole chiamare la polizia ma Jenny, per ovvi motivi, si rifiuta e fa scendere Hannah. Più avanti nella serata, per via dello stop mancante, avviene un incidente che porta alla morte di uno studente della scuola. A quanto pare Hannah non aveva un cellulare e decide, per motivi propri, di non entrare in un bar (o un posto qualsiasi aperto la sera) ad avvisare dell’accaduto. Hannah ha quindi i sensi di colpa per l’accaduto, ma nelle cassette ci finisce l’ubriaca Jenny Kurtz, che probabilmente nemmeno si ricorda cos’era successo in quella serata.

Motivo 12: Bryce Walker
Bryce Walker finisce sulla 12esima cassetta non per lo stupro di Jessica Davis, ma per un motivo simile. Durante una passeggiata, Hannah si imbatte “involontariamente” in una festa. Nella vasca idromassaggio si trovano una tizia poco importante e Bryce. Pur sapendo che tipo di soggetto sia Bryce, Hannah decide di assecondarli ed entra con loro nella vasca. Quando la ragazza esce dalla vasca, Bryce inizia ad avvicinarsi ad Hannah e, dopo un po’ di chiacchiere, inizia lentamente a massaggiarle la pancia, per poi passare alle cosce e così via. In tutto questo Hannah non reagisce e non dice mai nulla. Senza perdersi in chiacchiere inutili, Hannah stessa dice che ormai aveva già deciso il suo destino e che quindi voleva toccare il fondo. In parte spera nello “stupro” di Bryce, così da avere un’ultima ragione per togliersi la vita. Tutto questo viene spiegato nella registrazione.
Nulla da togliere al fatto che Bryce Walker debba pagare in qualche modo (magari dicendolo alla polizia o denunciandolo in qualche modo, no?), ma questa cassetta è una delle più stupide.

Motivo 13: Mr. Porter
Hannah va dal consulente scolastico, Mr. Porter, e cerca di parlargli dei suoi problemi, seppur in modo vago e alludendo solo un paio di volte al suicidio. Porter le consiglia di voltare pagina, perché “la vita va avanti” e altri sinonimi. Questo, secondo Hannah, è ciò che le ha fatto scegliere definitivamente.
Mi aspettavo qualcosa di più. Solitamente i consulenti scolastici non vengono scelti a caso e anzi, spesso negli istituti scolastici vi sono psicologi che offrono supporto reale. Qua sembra quasi che Mr. Porter sia il professore di educazione fisica che, viste le ore libere che ha, decide anche di fare il consulente. Non credo esista un consulente o psicologo scolastico serio che ignori certi segnali da parte di uno studente.

Questa in realtà è la cassetta che singolarmente odio di più: fa sembrare come se chiedere aiuto fosse inutile. Tutto il libro è pieno di parti dove Hannah si lamenta che nessuno l’ha aiutata, dove dice che si sente sola perché non viene ascoltata. Poi arriva questa cassetta e fa sembrare che nemmeno un adulto ascolti Hannah. Un ragazzino che legge questo libro (o guarda la serie, non so però che differenze ci siano) potrebbe farsi un’idea sbagliata, potrebbe credere che chiedere aiuto sia inutile. Per questo credo che questo libro dovrebbe essere letto solo da persone con una certa età oppure in gruppo, come nel caso di letture di classe. Bisogna leggere e analizzare non solo gli errori fatti dalle persone nelle cassette ma soprattutto gli errori che ha fatto Hannah: arrendersi, non chiedere aiuto, non opporsi mai e non avere il coraggio di parlare e farsi valere. Non bisogna mai arrendersi.

Spero che la recensione vi sia piaciuta, seppur piuttosto prolissa.

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