Recensione “La paranza dei bambini” di Roberto Saviano

Recensione senza spoiler Premessa Se mi chiedessero di recensire La paranza dei bambini in una sola parola, risponderei “Meh“. “Meh” spiega nel migliore dei modi la mia opinione per questo libro. Non è brutto, non mi sono mai dovuto sforzare troppo per proseguire, ma allo stesso tempo non posso dire che sia bello, perché non mi è piaciuto. Visto che le critiche sono molte, per tenere il tutto un po’ in …

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Recensione “Donne” di Charles Bukowski

Recensione “Donne” di Charles BukowskiDonne di Charles Bukowski
Pubblicato da: Guanda
Genere/i: Narrativa
Formato: Paperback
Pagine: 306
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four-stars

Fin dall’inizio, il romanzo è la confessione esplicita, quasi ostentata, di una passione stregante: le donne per Charles Bukowski sono un’attrazione costante, un bisogno che non conosce pause e che non si arresta neppure di fronte alle situazioni più disagevoli, o riprovevoli, o disgustose. In Donne il grande scrittore americano racconta con strepitosa immediatezza le sue – vere o immaginarie – avventure d’amore. Storie tumultuose, incontri sguaiati e grotteschi, memorabili o miserabili prodezze, dialoghi enormemente e quasi commoventemente sboccati, sullo sfondo di un’esistenza randagia, segnata da maratone alcoliche, gravata dalla continua e assillante ricerca di denaro, vissuta sempre e rigorosamente on the road.

Donne, come altri libri di Bukowski (qui parlo di Post Office), non è un libro adatto a chiunque. All’apparenza può sembrare semplice, banale e volgare, ma leggendolo senza crearsi pregiudizi si possono scoprire i veri sentimenti del protagonista-autore e capire la profondità del personaggio. Nel corso della lettura scopriamo nuovi atteggiamenti, nuovi pensieri e riflessioni. Chinaski/Bukowski si riempie di sfumature, non è un personaggio tutto bianco o tutto nero e proprio per questo rappresenta la realtà più che mai. Con le donne è duro, violento, un “bastardo”, ma leggendo capiamo perché, capiamo che non apprezza ciò che fa e ciò che è come persona. Non disprezza le donne ma disprezza sé stesso.

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Recensione “LMVDM. La mia vita disegnata male” di Gipi

Recensione senza spoiler LMVDM racconta scorci della vita dell’autore, Gipi, utilizzando disegni “brutti” e lo stile di scrittura del flusso di coscienza. Quest’accoppiata risulta essere ottima per la narrazione di questa particolare storia, piuttosto cupa e drammatica. Trovo infatti che un disegno più pulito e una narrazione più lineare e corretta avrebbero avuto un impatto notevolmente minore sul lettore. Più che “disegnato male” trovo che questo volume sia stato disegnato …

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Recensione “Tre uomini in barca” di Jerome K. Jerome

Recensione “Tre uomini in barca” di Jerome K. JeromeTre uomini in barca (per non parlar del cane) di Jerome K. Jerome
Pubblicato da: Feltrinelli
Genere/i: Narrativa, Umoristico
Formato: Paperback
Pagine: 208
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four-stars

Seguendo la corrente del fiume, i tre amici Jerome, Harris e George, assieme al fido Montmorency, viaggiano per giorni sulla loro fragile imbarcazione, scorrendo lungo le campagne inglesi, e vivono sempre nuove e inattese avventure che strappano risate di continuo. Una serie di gag comiche sulle gioie e sui dolori della vita in barca, nel miglior stile dello humor inglese, condite di descrizioni realistiche delle regioni attraversate dalla simpatica brigata e brevi notazioni di filosofia per non addetti ai lavori.

Recensione senza spoiler

La prima volta che lessi Tre uomini in barca fu ai tempi della scuola elementare. All’interno dell’edificio vi era una biblioteca e circa tre volte all’anno le maestre chiedevano a ognuno di noi di scegliere un libro e di leggerlo. Ognuno poteva scegliere ciò che più lo ispirava e io puntavo sempre sui classici: Moby Dick, Ventimila leghe sotto i mari, Piccole Donne eccetera. Poi un giorno mi capitò tra le mani proprio Tre uomini in barca e fu amore a prima lettura. Pur avendolo letto numerose volte da allora la mia opinione a riguardo non è mai cambiata.

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Recensione “Post Office” di Charles Bukowski

Recensione “Post Office” di Charles BukowskiPost office di Charles Bukowski
Pubblicato da: TEA
Genere/i: Biografia, Narrativa
Formato: Paperback
Pagine: 155
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five-stars

"Non potevo fare a meno di pensare. Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me. oh. sì sì sì." Ma il paradiso sognato da Henry Chinaski, il leggendario e popolare alter ego di Bukowski, viene brutalmente smentito dalla realtà quando, assunto dall'amministrazione postale americana, si ritrova con la sacca di cuoio sulle spalle a girare in lungo e in largo attraverso la squallida periferia di Los Angeles. Profondamente deluso dalla monotona routine quotidiana e insofferente agli sterili e rigidi regolamenti della macchina burocratica. Chinaski si consola affogando le sue frustrazioni nell'alcol e trovando rifugio tra le morbide braccia di donne più sole di lui, come la calda e accogliente Betty, l'insaziabile e vogliosa texana Joyce e Fay, la contestatrice hippy che gli darà una figlia prima di sparire in una remota comunità. Tra clamorose sbornie, azzardate puntate all'ippodromo e "movimentate" nottate in motel sgangherati, Chinaski riuscirà a "guadagnarsi" il licenziamento e a farsi riassumere, ma solo per licenziarsi definitivamente, inorridito e disgustato da quell'immenso ufficio postale che, poi, è la vita stessa.

Recensione senza spoiler

Quello di Bukowski è un nome che ho sentito spesso nel corso degli anni. C’era chi lo osannava, chi lo considerava sopravvalutato e un paio di persone che, come me, non aveva mai nemmeno letto una sua frase. Cercando su Amazon un libro a basso costo che mi permettesse di staccare da quella noia di Tropico del Cancro mi sono imbattuto in Post Office, il primo romanzo pubblicato di Bukowski. Acquisto obbligatorio, anche perché lo si trova a soli 4 euro.
L’edizione da me presa l’ho trovata davvero affascinante: copertina flessibile, resistente e dal design semplice, carattere della giusta grandezza, formato comodo e portatile. Ovviamente è un parere soggettivo, io adoro tutte queste cose e trovarle in un unico libro mi ha fatto piacere.

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Recensione “Kitchen” di Banana Yoshimoto

Recensione senza spoiler Kitchen, Plenilunio (Kitchen 2) e Moonlight Shadow sono i tre racconti brevi inclusi in questo volume, tutti accumunati dal concetto della morte. In Kitchen la protagonista Mikage perde la nonna, sua unica parente, e si ritrova a vivere con un mezzo-sconosciuto, Yuichi, e sua “madre”. Il racconto è una ripetizione continua dei pensieri di Mikage riguardanti vita, morte, amore, amicizia e così via. Vengono ripetuti in diverse …

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