Recensione “Good Omens” di Terry Pratchett e Neil Gaiman

Recensione Good Omens (senza spoiler) Ho acquistato Good Omens per via della presenza di Neil Gaiman tra gli autori, senza informarmi troppo sulla trama o sullo stile, sapevo solamente che si trattava di un libro umoristico. Purtroppo di Neil Gaiman manca lo stile e le atmosfere che ho trovato in altri suoi libri. Non so qual è stato il ruolo di Gaiman in questo libro, ma di sicuro non è …

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Recensione “Ristorante al termine dell’universo” di Douglas Adams

Riassunto brevissimo Avventure e disavventure di un gruppo di alieni e un paio di umani in giro per l’universo, con tanto umorismo inglese. Recensione Secondo libro della trilogia in cinque parti “Guida galattica per gli autostoppisti”. Storia sottotono rispetto al libro precedente, cosa abbastanza ovvia data la mancanza dell’elemento della novità. Il libro avanza lentamente e a fatica, ma ogni tanto salta fuori una perla d’umorismo che ti fa ricordare …

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Recensione “Guida galattica per gli autostoppisti” di Douglas Adams

Recensione senza spoiler Guida galattica per gli autostoppisti è un libro molto semplice, nato inizialmente come podcast e trasformatosi poi in una trilogia in cinque parti. E’ necessario precisarlo perché pensando al contrario ci ritroveremo molto delusi. Va infatti preso per quello che è: un breve libro il cui focus sta nelle situazioni comiche. Niente storia articolata e niente personaggi profondi, quindi, ma il libro esegue comunque a dovere il …

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Recensione “Tre uomini in barca” di Jerome K. Jerome

Recensione “Tre uomini in barca” di Jerome K. JeromeTre uomini in barca (per non parlar del cane) di Jerome K. Jerome
Pubblicato da: Feltrinelli
Genere/i: Narrativa, Umoristico
Formato: Paperback
Pagine: 208
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four-stars

Seguendo la corrente del fiume, i tre amici Jerome, Harris e George, assieme al fido Montmorency, viaggiano per giorni sulla loro fragile imbarcazione, scorrendo lungo le campagne inglesi, e vivono sempre nuove e inattese avventure che strappano risate di continuo. Una serie di gag comiche sulle gioie e sui dolori della vita in barca, nel miglior stile dello humor inglese, condite di descrizioni realistiche delle regioni attraversate dalla simpatica brigata e brevi notazioni di filosofia per non addetti ai lavori.

Recensione senza spoiler

La prima volta che lessi Tre uomini in barca fu ai tempi della scuola elementare. All’interno dell’edificio vi era una biblioteca e circa tre volte all’anno le maestre chiedevano a ognuno di noi di scegliere un libro e di leggerlo. Ognuno poteva scegliere ciò che più lo ispirava e io puntavo sempre sui classici: Moby Dick, Ventimila leghe sotto i mari, Piccole Donne eccetera. Poi un giorno mi capitò tra le mani proprio Tre uomini in barca e fu amore a prima lettura. Pur avendolo letto numerose volte da allora la mia opinione a riguardo non è mai cambiata.

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Recensione “Post Office” di Charles Bukowski

Recensione “Post Office” di Charles BukowskiPost office di Charles Bukowski
Pubblicato da: TEA
Genere/i: Biografia, Narrativa
Formato: Paperback
Pagine: 155
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five-stars

"Non potevo fare a meno di pensare. Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me. oh. sì sì sì." Ma il paradiso sognato da Henry Chinaski, il leggendario e popolare alter ego di Bukowski, viene brutalmente smentito dalla realtà quando, assunto dall'amministrazione postale americana, si ritrova con la sacca di cuoio sulle spalle a girare in lungo e in largo attraverso la squallida periferia di Los Angeles. Profondamente deluso dalla monotona routine quotidiana e insofferente agli sterili e rigidi regolamenti della macchina burocratica. Chinaski si consola affogando le sue frustrazioni nell'alcol e trovando rifugio tra le morbide braccia di donne più sole di lui, come la calda e accogliente Betty, l'insaziabile e vogliosa texana Joyce e Fay, la contestatrice hippy che gli darà una figlia prima di sparire in una remota comunità. Tra clamorose sbornie, azzardate puntate all'ippodromo e "movimentate" nottate in motel sgangherati, Chinaski riuscirà a "guadagnarsi" il licenziamento e a farsi riassumere, ma solo per licenziarsi definitivamente, inorridito e disgustato da quell'immenso ufficio postale che, poi, è la vita stessa.

Recensione senza spoiler

Quello di Bukowski è un nome che ho sentito spesso nel corso degli anni. C’era chi lo osannava, chi lo considerava sopravvalutato e un paio di persone che, come me, non aveva mai nemmeno letto una sua frase. Cercando su Amazon un libro a basso costo che mi permettesse di staccare da quella noia di Tropico del Cancro mi sono imbattuto in Post Office, il primo romanzo pubblicato di Bukowski. Acquisto obbligatorio, anche perché lo si trova a soli 4 euro.
L’edizione da me presa l’ho trovata davvero affascinante: copertina flessibile, resistente e dal design semplice, carattere della giusta grandezza, formato comodo e portatile. Ovviamente è un parere soggettivo, io adoro tutte queste cose e trovarle in un unico libro mi ha fatto piacere.

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