Top 5 Libri 2018: I migliori libri letti nel 2018

Tempo di lettura: 7 minuti

 

Buon anno! Benvenuti nel 2019 con questo primo post sul blog.

L’articolo di oggi è diverso dal solito, in quanto non si tratta di una recensione ma bensì di una classifica dei migliori libri che ho letto nel 2018. Ammetto che fare questa lista non è stato affatto semplice, ma credo sia un ottimo modo per iniziare l’anno.
Non mi sono posto molte regole, solo una: I libri non devono necessariamente essere usciti nel 2018, conta solo averli letti in quell’anno.

Non perdiamoci in chiacchiere e partiamo subito dalla quinta posizione!

#5 – Post Office di Charles Bukowski

Primo libro di Bukowski che abbia mai letto, è stato per me l’introduzione a questo fantastico autore e per questo motivo mi sento quasi costretto a inserirlo nella classifica. È stato inoltre uno dei primi libri recensiti sul blog e, ad essere onesti, si vede.

“Non potevo fare a meno di pensare. Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me. oh. sì sì sì.” Ma il paradiso sognato da Henry Chinaski, il leggendario e popolare alter ego di Bukowski, viene brutalmente smentito dalla realtà quando, assunto dall’amministrazione postale americana, si ritrova con la sacca di cuoio sulle spalle a girare in lungo e in largo attraverso la squallida periferia di Los Angeles. Profondamente deluso dalla monotona routine quotidiana e insofferente agli sterili e rigidi regolamenti della macchina burocratica. Chinaski si consola affogando le sue frustrazioni nell’alcol e trovando rifugio tra le morbide braccia di donne più sole di lui, come la calda e accogliente Betty, l’insaziabile e vogliosa texana Joyce e Fay, la contestatrice hippy che gli darà una figlia prima di sparire in una remota comunità. Tra clamorose sbornie, azzardate puntate all’ippodromo e “movimentate” nottate in motel sgangherati, Chinaski riuscirà a “guadagnarsi” il licenziamento e a farsi riassumere, ma solo per licenziarsi definitivamente, inorridito e disgustato da quell’immenso ufficio postale che, poi, è la vita stessa.

In questo suo primo romanzo Bukowski narra tramite il suo alter ego Henry Chinaski del suo periodo lavorativo all’Ufficio Postale. Un romanzo a tratti deprimente ma ricco di umorismo cinico, caratteristica che adoro.

Recensione completa a questo link.

 

#4 – Tokyo Vice di Jake Adelstein 

Jake Adelstein è stato giornalista allo Yomiuri Shinbun, il più grande quotidiano del Giappone, per circa 12 anni. In questo libro racconta i casi più salienti della sua carriera e mostra i retroscena della vita da giornalista giapponese gaijin (straniero).

La storia di Jake Adelstein, dal 1993 al 2005 cronista di nera per lo “Yomiuri Shinbun”, il più grande quotidiano del Giappone, e dal 2005 al 2007 investigatore capo del dipartimento di Stato Usa in un’indagine sul traffico di donne nel Sol Levante. Una disamina rigorosa del crimine organizzato giapponese, tra estorsioni, sfruttamento della prostituzione, collusioni con la politica. E il resoconto emozionante delle indagini che hanno portato Adelstein a incrociare le armi con uno dei più grandi boss della yakuza e a rischiare la vita (al punto di entrare per più di un anno nel programma protezione testimoni). Un libro indispensabile per comprendere l’anima nera del Giappone, ma anche per penetrare nei meccanismi più reconditi del crimine, e scoprirli vicini, a volte fin troppo simili a quelli di casa nostra.

Lettura molto interessante sia per gli appassionati di crimine sia per coloro interessati a vedere un lato “diverso” del Giappone. Si parla anche un poco di Yakuza, ma purtroppo non occupa molto spazio nel libro.

Recensione completa a questo link.

 

#3 – Battle Royale di Koushun Takami

Eccoci sul podio!
In terza posizione troviamo questo fantastico romanzo giapponese fonte d’ispirazione per infinite altre opere.

Repubblica della Grande Asia dell’Est, 1997. Ogni anno una classe di quindicenni viene scelta per partecipare al Programma. Questa volta è toccato alla terza B della Scuola media Shiroiwa. Ignari di ciò che li attende, i ragazzi si ritrovano intrappolati su un’isola deserta, controllati tramite collari radio e costretti a partecipare a un gioco perverso. Lo scopo è uccidersi a vicenda. Finché non ne rimanga uno solo… A metà tra l’epica postmoderna di Hunger Games e la ferocia totale del Signore delle Mosche, Battle Royale è il libro più venduto di tutti i tempi in Giappone. Scritto con uno stile freddo e affilato come la lama di una katana, è un classico della letteratura pulp. Un romanzo controverso e ricco di implicazioni che ha saputo raccontare per primo cosa significhi essere giovani in un mondo dominato dal più feroce darwinismo sociale.

Cito dalla recensione:

“600 pagine di tensione, combattimenti, descrizioni di cadaveri e tanta, tanta psicologia. Il racconto segue diversi personaggi, tra cui si distingue sin da subito un gruppo principale, uno secondario e poi diversi personaggi a sé stanti. Ad alcuni verrà dedicato più tempo di altri, ma ho apprezzato molto la netta differenziazione tra le loro storie. Questo aiuta a tenere fresco il romanzo e, cosa più importante, permette di vedere i pensieri e la psicologia dei diversi personaggi, ognuno differente. Non annoiare o appesantire un lettore per 600 pagine, che secondo me sono tante, non è compito facile, ma l’autore riesce benissimo nell’impresa grazie al sopracitato cambio di prospettiva, a uno stile di scrittura semplice ma non banale e a un ottimo equilibrio tra le varie parti del racconto: narrativa, combattimenti, descrizioni ambientali e caratteriali.”

Trovate la recensione completa a questo link.

 

#2 – American Gods di Neil Gaiman

Alla seconda posizione ecco American Gods, fantasy piuttosto innovativo di un autore che sto adorando, Neil Gaiman.

Appena uscito di prigione, Shadow fa conoscenza con un enigmatico Mister Wednesday che gli offre di lavorare per lui. Rimasto senza risorse né famiglia, Shadow accetta. Ma ci metterà un po’ a capire che dietro quell’individuo si cela Odino, la somma divinità del pantheon nordico. Una battaglia di proporzioni epiche sta per essere combattuta, uno scontro fra divinità per conquistare l’anima dell’America. Per questo Shadow è stato arruolato…

Questo libro merita il secondo posto in quanto primo è stato uno dei primi libri di queste dimensioni che non mi ha annoiato, oltre ad essere il primo libro di Gaiman da me letto.

#1 – Il trono di spade. Libro primo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin

Ammetto di averci messo troppo tempo a leggere questo capolavoro. Erano ormai due anni che questo volume mi osservava dalla libreria in attesa di essere letto, poi finalmente mi sono deciso a curare la mia ignoranza in campo “Game of Thrones”.

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L’ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all’ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all’estremo Nord, la Barriera – una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei – sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli? La fine della lunga estate è vicina, l’inverno sta arrivando e non durerà poco: solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre.Intrighi e rivalità, guerre e omicidi, amori e tradimenti, presagi e magie si intrecciano nel primo volume della saga de “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, definita da Marion Zimmer Bradley “la più bella epopea che io abbia mai letto”.

Un libro fantastico, vince la prima posizione in quanto facente parte di una saga di libri e una serie TV. Mentre con American Gods finita la lettura non mi rimane altro da fare (si, so che esiste la serie tv, ma non è di mio gusto), con Game of Thrones ho tantissime altre opere di cui godere.

 

 

E con questa classifica diamo il via al 2019, sperando sia un anno ricco di libri buoni! Per quest’anno ho deciso di puntare a 50 libri letti, in quanto nel 2018 ne ho letti 47 dei 30 che mi ero prefissato.
Ecco ora un po’ di belle statistiche da Goodreads per concludere: