Recensione “Donne” di Charles Bukowski

Recensione “Donne” di Charles BukowskiDonne di Charles Bukowski
Pubblicato da: Guanda
Genere/i: Biografia, Narrativa
Formato: Paperback
Pagine: 306
four-stars

Fin dall’inizio, il romanzo è la confessione esplicita, quasi ostentata, di una passione stregante: le donne per Charles Bukowski sono un’attrazione costante, un bisogno che non conosce pause e che non si arresta neppure di fronte alle situazioni più disagevoli, o riprovevoli, o disgustose. In Donne il grande scrittore americano racconta con strepitosa immediatezza le sue – vere o immaginarie – avventure d’amore. Storie tumultuose, incontri sguaiati e grotteschi, memorabili o miserabili prodezze, dialoghi enormemente e quasi commoventemente sboccati, sullo sfondo di un’esistenza randagia, segnata da maratone alcoliche, gravata dalla continua e assillante ricerca di denaro, vissuta sempre e rigorosamente on the road.

Donne, come altri libri di Bukowski (qui parlo di Post Office), non è un libro adatto a chiunque. All’apparenza può sembrare semplice, banale e volgare, ma leggendolo senza crearsi pregiudizi si possono scoprire i veri sentimenti del protagonista-autore e capire la profondità del personaggio. Nel corso della lettura scopriamo nuovi atteggiamenti, nuovi pensieri e riflessioni. Chinaski/Bukowski si riempie di sfumature, non è un personaggio tutto bianco o tutto nero e proprio per questo rappresenta la realtà più che mai. Con le donne è duro, violento, un “bastardo”, ma leggendo capiamo perché, capiamo che non apprezza ciò che fa e ciò che è come persona. Non disprezza le donne ma disprezza sé stesso.

Questo libro, come fa intuire il titolo, ha come argomento le donne. Bukowski ha avuto successo e sono passati anni da quando lavorava alle poste, adesso sono le donne che cercano lui. Tutto il racconto è una ripetizione continua di poche cose: si ubriaca, fa un reading, si scopa una donna, litiga con lei e se ne scopa un’altra e così via, fino alla fine del libro. La scrittura semplice e diretta di Bukowski aiuta a rendere scorrevole il libro che però fa sentire le sue 300 pagine. Ogni tanto il racconto viene spezzato da interessanti scorci di riflessione profonda.

Il finale è meraviglioso e chiude in modo perfetto il racconto, ma non lo consiglieri come primo libro di Bukowski.

Cosa mi è piaciuto: Lo stile di Bukowski; le riflessioni; il finale.

Cosa non mi è piaciuto: La ripetitività.

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