Recensione “Pastorale Americana” di Philip Roth

Recensione “Pastorale Americana” di Philip RothPastorale Americana (The American Trilogy, #1) di Philip Roth, Vincenzo Mantovani
Pubblicato da: Einaudi
Genere/i: Narrativa
Formato: Paperback
Pagine: 458
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two-stars

Seymour Levov è un ricco americano di successo: al liceo lo chiamano «lo Svedese». Ciò che pare attenderlo negli anni Cinquanta è una vita di successi professionali e gioie familiari. Finché le contraddizioni del conflitto in Vietnam non coinvolgono anche lui e l'adorata figlia Merry, decisa a portare la guerra in casa, letteralmente. Un libro sull'amore e sull'odio per l'America, sul desiderio di appartenere a un sogno di pace, prosperità e ordine, sul rifiuto dell'ipocrisia e della falsità celate in quello stesso sogno.

Riassunto brevissimo

Un uomo vive il sogno americano ma poi va tutto in malora.

Recensione senza spoiler

Pastorale Americana è considerato il miglior libro di Philip Roth (così mi è parso di capire da ciò che ho visto su internet) perciò, per rimediare al fatto di non aver mai letto nulla di questo autore, ho deciso di dargli una possibilità.

Il libro è diviso in tre parti, ognuna delle quali leggermente meno noiosa della precedente. La prima parte è una delle più lunghe e inutili introduzioni che io abbia mai letto, una tortura di circa 170 pagine. Se sarete in grado di superare questa difficilissima prova vi ritroverete poi ad affrontare la seconda parte, più interessante ma con intere pagine dedicate solo ai dannati guanti per donna. La terza e ultima parte migliora di poco, ma ormai il peggio è passato.

Un libro esageratamente pesante e logorroico.

Trama

La trama è molto semplice: Levov lo Svedese, ebreo di successo in ogni ambito (sportivo, lavorativo, amoroso…) ha una vita meravigliosa ed è invidiato da tutti. Ma poi la sua vita va in rovina e gli succedono un paio di disgrazie. La trama è tutta qua. Un libro che doveva riempire al massimo 150 pagine si ritrova invece a riempirne oltre 400, ripetendo le stesse argomentazioni e gli stessi pensieri all’infinito, fino alla nausea.

Personaggi

I personaggi sono irreali e banali.

Levov lo Svedese è la persona più calma, cordiale, bella, capace e intelligente del pianeta. Non perde mai la pazienza, fa di tutto per gli altri, è sempre contento. Si evolve leggermente durante la narrazione, ma la base rimane: Levov ha vissuto tutta la sua vita come se fosse un santo, non un uomo.

La moglie ha vinto un concorso di bellezza, ma non vuole essere identificata come “quella che sa solo fare i concorsi di bellezza” e così, per dimostrare la sua intelligenza, inizia ad allevare animali. La sua fattoria non andrà mai in positivo, facendo perdere solo soldi al caro marito Levov che tanto, buono com’è, non gli importa.

La figlia di Levov balbetta ed è una ribelle che non ascolta i genitori e segue brutte compagnie.

Edizione

Apprezzo parecchio la copertina per via del design pulito e molto coerente al resto della collana. Edizione piuttosto economica, ma senza particolari difetti. Non ho riscontrato sbavature, errori di stampa o altri problemi.

Conclusioni

Se vi piacciono i libri ricchi di sproloqui ripetuti più volte, magari Pastorale Americana potrebbe piacervi.

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